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“FERMARE UN COLPO DI MANO CHE COSTEREBBE OLTRE IL 60% IN PIU’”

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Conferenza stampa di martedì 22 dicembre.

Sintesi della nota introduttiva del Presidente STP, Umberto Uccella.
 
   “ Siamo di fronte ad un atto privo di legittimità che, se dovesse passare, otterrebbe il risultato diametralmente opposto a quello che la Provincia sostiene di voler perseguire ricorrendo, tra l’altro, ad un recente provvedimento legislativo, assolutamente inapplicabile ad STP...
 
   “ Il decreto 78, infatti, all’art.17, ai commi 22 bis e 22 ter, regola la possibilità di integrare le ragioni di giusta causa, per la revoca anticipata dei consigli di amministrazione e degli organi di controllo di società pubbliche, in un contesto di riduzione dei costi e del numero dei componenti di tali organismi, ma lo fa con un riferimento esplicito a quelle aziende che siano controllate da un singolo ente locale e che, di conseguenza, svolgano un servizio pubblico strumentale all’ente stesso e, cioè, in concessione, o, come si dice in gergo, in house.
 
   “ STP non si trova in nessuna delle due prescrizioni, essendo una Spa che registra la partecipazione di più enti locali e quella di un ente territoriale, quale la Regione. In secondo luogo, STP non è affidataria di servizio pubblico, ma è una consorziata COTRAP che è aggiudicatario di gara pubblica. STP, pertanto, non è titolare di un servizio in concessione, ma è sub affidataria di COTRAP di un servizio che si svolge in ambito provinciale e regionale.
 
   “ Di quel provvedimento legislativo se ne comprende la ratio, ma, a quanto pare, chi non l’ha compresa è proprio la nuova maggioranza che governa la Provincia. Infatti, il socio di maggioranza di una società potrebbe, in ogni momento, revocare un consiglio d’Amministrazione che risultasse sgradito o non in linea con i suoi programmi di sviluppo. Ma, in tal caso, naturalmente, andrebbe incontro ad un risarcimento di proporzioni  notevoli verso i singoli consiglieri di Amministrazione, i quali avrebbero diritto ad essere retribuiti sino a scadenza del mandato, oltre al riconoscimento di oneri ulteriori. Tale azione risarcitoria, ovviamente, non ci sarebbe solo nel caso in cui la revoca degli amministratori avvenisse per giusta causa. E, dunque, siamo nella prescrizione della legge 102/09, di conversione del decreto n.78. Solo che, come ho cercato di dimostrare, tale norma non è applicabile ad STP, perché STP, per la sua natura societaria, non rientra, assolutamente, nella fattispecie indicata da quel provvedimento legislativo.
 
   “ La maggioranza di Palazzo dei Celestini, perciò, sta tentando un vero e proprio colpo di mano, che avrebbe conseguenze nefaste sulla politica di risanamento di STP ed avrebbe, come risultato, un danno erariale per la stessa Provincia, che, di sicuro, non passerebbe inosservato dalla Corte dei conti, anche perché commesso, non per errore, ma con estremo dolo e premeditazione.
 
   “ L’atto deliberativo approvato ieri dalla maggioranza è confuso e pasticciato e, nel dispositivo, persino irricevibile, poiché si cita, a sproposito, lo statuto di STP, sia nel riferimento alla possibilità di nomina dell’amministratore unico, sia alla previsione di insediare, provvisoriamente, alla testa di STP, un non meglio precisato amministratore straordinario. In primo luogo, infatti, lo statuto di STP, pur contemplando la figura dell’amministratore unico, non ne prevede la nomina come strumento di interruzione del mandato del Consiglio di Amministrazione e, comunque, non sarebbe, in ogni modo, ragione di giusta causa, nella revoca dello stesso CdA . In secondo luogo, l’amministratore straordinario, statutariamente, per STP, è figura che, semplicemente, non esiste.
 
   “  Siamo di fronte ad un impasto di arroganza e di imperizia di proporzioni inaudite. E lo stesso richiamo ad un contenimento dei costi che si otterrebbe con questa operazione è quanto mai demagogico e falso.
 
   “ Di fronte a tutto ciò, l’unica cosa che si dimentica è lo stato effettivo di questa società. Scompare la politica di risanamento finanziario perseguita con grande determinazione e con risultati ragguardevoli. Insomma,  STP non è né più ne meno che una postazione da occupare subito, costi quel che costi. Una semplice pedina giocata nello scacchiere della spartizione partitocratica più vieta.
 
   “ Beninteso, anche il Consiglio di Amministrazione in carica è figlio di equilibri politici. Ma ogni atto ed ogni decisione sono stati assunti nel pieno rispetto delle norme e delle procedure, e, prima di essere nominati, nel primo mandato, siamo passati al vaglio di una selezione pubblica. E la nostra riconferma è avvenuta nel contesto di un difficile passaggio del risanamento aziendale che non andava interrotto o rinviato.
D’altro canto, il centrodestra, quando ad aprile fummo nominati per un nuovo mandato, innescò una polemica con Giovanni Pellegrino del tutto fuori bersaglio. Si obiettò che non si poteva procedere ad alcuna nomina, in prossimità della scadenza del mandato, dimenticando che un’impresa (STP –per chi non lo sapesse- è un’impresa) non può contemplare di poter essere governata in regime di prorogatio. Non c’è Codice civile o statuto che possa concepire un’evenienza del genere.
 
   “ Insomma, è del tutto evidente che chi vince le elezioni ha il diritto di governare, ma chi governa è soggetto alla legge. Non si ripeta, anche qui, la stanca litania secondo cui il consenso ottenuto sostituisce norme e procedure e tutto diventa lecito in forza del risultato elettorale.
 
   “ Il Presidente Gabellone conosce gli sforzi che abbiamo profuso in questi tre anni. Ed io stesso, al momento del suo insediamento, gli ho illustrato lo stato e i risultati della politica di risanamento affrontata. Questi si possono riassumere in un forte contenimento della spesa; in una drastica riduzione del personale che, con il blocco del turn over, registra oggi ben trenta unità in meno e, di conseguenza, un risparmio, che, a regime, si attesterà ad oltre un milione e trecentomila euro per ogni anno e, infine, in una razionalizzazione del programma di esercizio e dell’attività di manutenzione che ottiene recuperi importanti sulle perdite del passato. Oggi, da una prima valutazione dei dati meramente gestionali, registriamo persino un lieve attivo nei conti, anche se il bilancio di quest’anno risentirà ancora del carattere strutturale del nostro deficit.
 
  “ Questa è una politica che si è resa possibile proprio perché abbiamo trasformato STP da una sorta di carrozzone clientelare e costoso in una moderna azienda gestita con criteri industriali di efficienza e competitività. Per ottenere quei risultati, c’è voluta grande autonomia nell’attività di governo dell’azienda. Un’autonomia che abbiamo rivendicato e praticato anche verso coloro i quali ci avevano designati. Ecco, perché, allo stesso Presidente Gabellone, avevo indicato questo elemento come una garanzia anche per la nuova maggioranza insediatasi a Palazzo dei Celestini.
 
   “ Ma tant’è! Il rischio è che i problemi veri di STP, ora, passino in secondo piano, oscurati da una contesa politica e da una inaudita smania di potere.”
 
Lecce, 22 dicembre 2009  
                                                                        L’Ufficio Stampa
 
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